





















«Io non ho fatto altro che sognare. È stato questo, e solo questo, il senso della mia vita. Non ho mai preteso di essere nient’altro che un sognatore.»
Queste parole di Fernando Pessoa, tratte dal suo splendido Libro dell’inquietudine, sono state la bussola nel dare forma al progetto sull’UOMO MECCANICO e sulla sua genesi. In questo lavoro visivo emerge con forza la figura di Biagio Crescenzo: un imprenditore illuminato come pochi.
Cosa abbiamo voluto raccontare io e mio figlio Nicola? La creazione tecnica di un’opera o, piuttosto, l’instancabile desiderio di Biagio di sognare ancora nuovi mondi ed emozioni? Forse è proprio qui che risiede la potenza della fotografia: nel rendere visibile l’invisibile.























